Il Comune di Milano ha deciso di intitolare una via del quartiere di San Siro all’anarchico, partigiano, Giuseppe Pinelli. La sua morte è legata alla strage neofascista di piazza Fontana a Milano.
Alla cerimonia di intitolazione erano presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, le figlie di Pinelli, l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi e il presidente del municipio sette Silvia Fossati. A commuovere tutti i presenti è stato il ricordo della moglie di Pinelli, Licia Rognini, che ha trascorso tutta la vita a difendere la memoria del marito da tutti coloro che lo attaccavano per poi ottenere giustizia. La via che da oggi in poi prende il nome di via Giuseppe Pinelli, si trova nel quartiere San Siro, nell’ex via Preneste, dove Pinelli, che lavorava nelle ferrovie, abitò fino al giorno della sua morte avvenuta il 16 dicembre 1969.
Tutto è da ricondurre alla strage di piazza Fontana. Dopo lo scoppio della bomba il 12 dicembre 1969, la polizia decide di far luce indagando sui gruppi anarchici ritenuti inizialmente responsabili di quanto avvenuto. Proprio per questo motivo, Giuseppe Pinelli viene assieme ad altri portato in questura per essere interrogato. Durante uno degli interrogatori muore cadendo dal quarto piano nel cortile interno di uno stabile in via Fatebenefratelli. La sua morte rimane ancora un mistero perché non è chiaro cosa effettivamente avvenne e se è da considerarsi o meno plausibile la pista del suicidio. Subito dopo le indagini della polizia portarono ai veri responsabili delle strage di piazza Fontana, il gruppo neofascista.
Il ricordo di Pinelli è stato sottolineato prima dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e poi anche dall’attuale presidente Sergio Mattarella: entrambi hanno riconosciuto Pinelli come la 18esima vittima di quell’attentato.
«Milano non ha dimenticato Pino Pinelli e non intende farlo. Con l’intitolazione di oggi il Comune manifesta la volontà di restituire, almeno in parte e per quanto possibile, la dignità e il rispetto che gli sono stati ingiustamente tolti. Questa via è e sarà memoria attiva di Milano: attraverso il nome di Giuseppe Pinelli ricorderà oggi e in futuro a chiunque che la nostra è una città che crede fermamente nella giustizia, nella verità e nella democrazia, è una città che non dimentica le vittime innocenti di un periodo storico complesso e controverso che presenta ancora tante oscurità» ha commentato il sindaco di Milano Beppe Sala.
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