Sono indagate per turbativa d’asta 9 persone, tra ex assessori del Comune di Milano e dirigenti delle squadre Inter e Milan, nella vendita dello stadio San Siro di Milano.
Questa mattina la finanza, seguendo un decreto del gip Roberto Crepaldi, ha iniziato le perquisizioni all’interno del Comune di Milano, al MI stadio di Milan e Inter e nelle case nelle case dei manager delle due squadre. Quello che si sospetta è che la vendita dello stadio e delle aree circostanti abbia favorito gli interessi di Inter e Milan, che sia stato fatto tutto ad hoc per favorire alcuni costruttori della zona, che ci siano stati scambi di informazioni riservate e non trasparenti tra Comune e società. I reati ipotizzati sono infatti quelli di turbativa d’asta e rivelazione dei segreti d’ufficio.
Elementi chiave dell’indagini risultano chat e documenti che suggeriscono fughe di notizie ai consulenti dei club, delibere comunali che sembrerebbero essere state concordate prima dell’approvazione e l’avviso pubblico del 2025, durato molto poco che non ha ricevuto alternative e che ha quindi favorito le due squadre. La vendita infatti è stata chiusa prima del 10 novembre 2025 per evitare un possibile vincolo culturale sullo stadio che ne avrebbe impedito la demolizione.
L’acquisto, pattuito per 197 milioni di euro, potrebbe risultare sospetto in quanto si ritiene che la cifra possa essere stata concordata a vantaggio delle due squadre. Elemento chiave dell’indagine risulta anche un messaggio inviato dall’architetto Stefano Boeri al sindaco di Milano Beppe Sala, nel 2019, in cui l’architetto informava il sindaco che le squadre non l’avevano scelto per la realizzazione del progetto del nuovo stadio. Boeri nello stesso messaggio avvertiva Sala che si stava rischiando di far prevalere gli interessi privati rispetto a quelli pubblici.


