Uova di cioccolato da scartare, conigli nascosti nel giardino e colombe da mangiare: prima ancora di essere una festa Pasqua è ormai un insieme di immagini e tradizioni. Tra i simboli utilizzati per celebrarla, uno dei più diffusi è sicuramente l’uovo. Il suo significato risale alla mitologia: grazie alla sua forma armoniosa l’uovo rappresentava infatti l’unione fra il cielo e la terra. Qualche tempo dopo con gli egizi diventa il punto di incontro dei quattro elementi fondamentali, aria, acqua, terra e fuoco. Soltanto con i romani l’uovo inizia a diventare un simbolo di rinascita: viene colorato di rosso e nascosto nel terreno come auspicio di buon raccolto. In molte culture, come in Grecia in Cina, era diffusa la tradizione di scambiare delle uova colorate durante le festività primaverili per celebrare il ritorno alla vita.
Accanto all’uovo, anche da un punto di vista culinario, troviamo un altro protagonista: la colomba. La sua simbologia è legata al cristianesimo. Secondo la tradizione infatti dopo il diluvio universale una colomba portò a Noè un ramoscello d’ulivo come simbolo di riconciliazione fra Dio e la terra. In Italia, alcune leggende longobarde raccontano che dei dolci a forma di colomba venissero offerti ai re durante gli assedi come invito alla pace. La colomba pasquale che troviamo sulle tavole nasce invece a Milano negli anni 30 grazie al pubblicitario di Dino Villani, che ideò un dolce fatto con gli stessi ingredienti del panettone ma dalla forma di colomba.
Spostandoci un po’, nella tradizione tedesca, ritroviamo il simbolo del coniglio. L’osterhase, ovvero lepre pasquale, porta le uova colorate ai bambini nascondendole nei giardini. Il coniglio o la lepre è da sempre associato alla fertilità nei culti pagani legati alla dea Eostre. Secondo la tradizione milanese, Sant’Ambrogio avrebbe indicato questo animale come simbolo di rinascita poiché si credeva che cambiasse il colore del pelo a seconda delle stagioni. Infine, simbolo della Pasqua è l’agnello. La sua origine si ricollega alla tradizione ebraica del Pesach, la liberazione della schiavitù. L’agnello che è una vittima pura, viene sacrificato per ottenere il perdono.


