Milano, appello bis per Alessandro Impagnatiello

Ci sarà un nuovo processo d’appello per l’omicidio di Giulia Tramontano, la giovane uccisa con 37 coltellate nel maggio del 2023 a Senago, quando era al settimo mese di gravidanza. La Corte di Cassazione ha disposto un nuovo giudizio di secondo grado per Alessandro Impagnatiello, ex barman e compagno della vittima, già condannato all’ergastolo nei primi due gradi di giudizio.

La decisione della Cassazione
I giudici della prima sezione penale hanno accolto il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano, che chiedeva il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione (caduta in sede di appello) ritenendo che il delitto fosse stato organizzato e pianificato nei dettagli. Il nuovo procedimento si celebrerà a Milano davanti a una sezione diversa della Corte d’Assise d’Appello e riguarderà esclusivamente questo punto. La Cassazione ha invece rigettato la richiesta della difesa di Impagnatiello, che chiedeva di escludere l’aggravante della crudeltà.

La premeditazione
Il punto centrale riguarda l’interpretazione dei mesi precedenti al delitto. Secondo la Procura generale, rappresentata dal pg Elisabetta Ceniccola, tra la pianificazione dell’omicidio e la sua esecuzione ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per riflettere e valutare le proprie azioni, e quindi gli elementi sufficienti a configurare la premeditazione. A supporto di questa tesi, l’accusa ha citato la scelta dell’arma e la rimozione del tappeto nell’appartamento, elementi già valorizzati nella sentenza di primo grado.

La Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva invece escluso questa aggravante, ritenendo che non vi fossero prove sufficienti per retrodatare il proposito omicidiario rispetto al giorno del delitto. Quanto alla somministrazione di veleno per topi alla compagna, i giudici di secondo grado avevano ritenuto che lo scopo fosse provocare un aborto spontaneo, non uccidere la donna.

Il delitto a Senago
Il femminicidio avvenne nell’appartamento dove la coppia viveva a Senago, comune alle porte di Milano. Giulia Tramontano aveva 29 anni ed era incinta di sette mesi. Le indagini ricostruirono nei mesi successivi all’accoltellamento, che Impagnatiello aveva somministrato alla compagna sostanze tossiche a sua insaputa. Attualmente si trova detenuto nel carcere di Pavia.