Domenica 12 ottobre, a Bresso, si celebra la 75esima giornata nazionale per le vittime di incidenti sul lavoro, organizzata da Anmil con la collaborazione del Comune e il patrocinio delle istituzioni locali. Una ricorrenza nata più di 70 anni fa per ricordare chi ha perso la vita o l’integrità fisica lavorando e sensibilizzare sull’importanza della sicurezza.
Milano, meno vittime ma troppi rischi
Nel panorama nazionale, che conta ancora 3 morti al giorno per incidenti sul lavoro, Milano mostra segnali incoraggianti. Nei primi otto mesi del 2025 gli infortuni denunciati sono stati 23.621, con un calo dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Ancora più significativa la diminuzione dei casi mortali, scesi da 30 a 26 (-20%), secondo i dati Inail aggiornati al 31 agosto.
«È un segnale positivo – spiega al Gazzettino Metropolitano Alessandra Lanza, direttrice regionale Inail Lombardia – soprattutto considerando che tra il 2023 e il 2024 avevamo registrato un aumento. Ma resta la necessità di consolidare la tendenza, agendo su prevenzione, controlli e formazione».
Controlli, prevenzione e sicurezza sulle strade
Per ridurre gli infortuni, l’Inail lavora su più fronti. Uno riguarda gli incidenti in itinere, cioè quelli che avvengono nel tragitto casa-lavoro.«In Lombardia e nell’area milanese la densità di snodi autostradali è elevata – spiega Lanza -. Per questo, con Aci, abbiamo avviato una collaborazione sulla sicurezza stradale, che è parte integrante della sicurezza sul lavoro».
Sul fronte della vigilanza, è previsto un rafforzamento degli organici: «È appena uscito un bando nazionale per 93 nuovi ispettori, 13 dei quali destinati alla Lombardia e, in vista delle Olimpiadi invernali, sono stati potenziati i controlli congiunti con Ats, Inps, forze dell’ordine e prefetture per monitorare i cantieri delle grandi opere».
I settori più colpiti dagli incidenti e dagli infortuni sono edilizia e trasporti, seguiti da manifattura e metalmeccanico. «Grazie ai sistemi di business intelligence e all’incrocio di banche dati, Inail riesce oggi a individuare le aziende più a rischio e ad agire in modo mirato». L’istituto sostiene anche la prevenzione finanziando le imprese che investono in sicurezza: «Con i nostri bandi – conclude Alessandra Lanza – aiutiamo per esempio a rinnovare macchinari o attrezzature per la movimentazione dei carichi».
«Dietro ogni numero, una vita»
Nell’ultimo mese anche Milano e provincia hanno contato nuovi lutti: un operaio di 62 anni schiacciato da una bobina d’acciaio a Bubbiano, un tecnico di 36 precipitato da un tetto a San Giuliano Milanese, un uomo di 48 colpito da un pezzo metallico in officina a Monza, sono solo alcuni degli incidenti mortali di settembre.
«Dietro ogni numero c’è una storia, una famiglia», racconta Firmino Di Barbora, 77 anni, dirigente Anmil e reggente di Milano. Anche la sua è una delle tante storie dietro i numeri. Aveva 14 anni quando, rimasto orfano di padre, iniziò a lavorare come apprendista in una fabbrica. Quel giorno, un collega gli chiese di sostituirlo su un macchinario, senza avvisarlo di un difetto che in passato aveva portato a un incidente mancato. Di Barbora quel giorno perse un braccio.
«Per cinquant’anni ho pensato che fosse stato un mio errore – racconta -. Poi ho saputo che quel macchinario aveva un difetto. Bastava dirlo, e non sarebbe successo. La coscienza di segnalare un difetto, un infortunio sfiorato, è parte della cultura della sicurezza».
Lo sport è stato la sua salvezza. «Il pallone mi ha dato forza. Entrare in campo significava dimostrare che potevo essere all’altezza, che la mia disabilità non mi definiva».
«Quello che noto è che le dinamiche degli infortuni, anche di quelli mortali, restano sempre le stesse. La prevenzione e la formazione sono fondamentali per far crescere la cultura della sicurezza per vedere le norme come una tutela e non come un dovere».
L’Anmil fornisce supporto e sostegno per chi vive una perdita o è vittima di un infortunio, promuove la cultura della sicurezza attraverso attività di formazione e sensibilizzazione sul territorio. «Speriamo un giorno di non avere più motivo di esistere come associazione. Ma fino a quando ci saranno infortuni, continueremo a parlare di sicurezza e di dignità. Perché per chi ha perso qualcuno, questa giornata dura tutto l’anno».
Il programma a Bresso
La commemorazione inizierà alle 8.45 sul sagrato della chiesa dei Santi Nazaro e Celso, con la messa in suffragio dei caduti e la deposizione di una corona d’alloro al monumento dedicato alle vittime. Alle 10.30, nella sala don Giussani, si terrà la cerimonia civile con gli interventi di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria. Nel corso dell’evento, l’Inail di Sesto San Giovanni consegnerà i brevetti e i distintivi d’onore ai nuovi grandi invalidi e agli invalidi minori.
