Da Cusano alla Dakar: Somaschini supera la tappa Marathon

L’avventura di Rachele Somaschini alla Dakar Classic 2026 è entrata nel vivo. La pilota cusanese insieme a Serena Rodella e Monica Buonamano, è il primo team interamente femminile su camion.

Il Ladies Dakar Team ha superato le prime tappe del rally raid più iconico al mondo e si trova ora a metà del percorso in Arabia Saudita. La prima tappa, lunga 365 chilometri, è servita come banco di prova per prendere confidenza con il tracciato e con il mezzo, il Mercedes Benz Unimog del 1988, soprannominato ‘Purplebee’: 44 quintali, una guida fisicamente impegnativa e una struttura che richiede resistenza e concentrazione costanti. Canyon aridi, sabbia e pietraie hanno messo alla prova soprattutto schiena e collo dell’equipaggio, ma la tappa si è chiusa senza imprevisti.

La seconda giornata ha alzato ulteriormente l’asticella: 515 chilometri totali, con prove di regolarità, navigazione e un dune test. Piste sassose, wadi asciutti, tratti accidentati e dislivelli hanno sollecitato al massimo sospensioni e motore, in una maratona durata quasi 10 ore. La fatica si è fatta sentire, mitigata dal clima di squadra e dal morale rimasto alto anche nel bivacco serale. Con la terza tappa, disputata il giorno dell’Epifania, ha visto Somaschini percorrere 503 chilometri di cui 266 di prove speciali. Non sono mancati gli ostacoli, tra polvere sollevata dai concorrenti e tratti di sabbia molle che hanno inciso sulla regolarità, ma il bilancio resta positivo.

Il vero spartiacque è arrivato con la tappa Marathon di 2 giorni conclusa ieri. Quasi 1000 chilometri senza assistenza esterna, in un contesto che la stessa Somaschini ha descritto come un’esperienza di sopravvivenza. «Due giorni e quasi 1.000 km tra pietraie e salite ripidissime, il camion che ondeggia sulla sabbia e non va su, il sudore lungo la schiena, i concorrenti ‘piantati’ davanti a te, le medie che saltano, la fatica, i nervi a fior di pelle», racconta Somaschini sui social.

Archiviata la Marathon, la carovana si prepara ora ad affrontare la tappa più lunga della gara, oltre 900 chilometri, prima di un giorno di pausa. L’obiettivo del team resta quello dichiarato fin dall’inizio: migliorare tappa dopo tappa, gestire le difficoltà e arrivare fino in fondo. Somaschini, affetta da fibrosi cistica fin dalla nascita, sta affondando la Dakar mentre prosegue le cure mediche e porta in questa avventura la sua missione #correreperunrespiro che sostiene la fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.