I costi della Metrotranvia Milano-Seregno sono aumentati del 50%, passando da 250 a 370 milioni di euro. Lo ha comunicato Città Metropolitana in una riunione convocata nei giorni scorsi, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Bresso Simone Cairo, che aveva trasferito all’ente una interrogazione dei gruppi di maggioranza del suo Comune sulla questione. I 120 milioni di euro aggiuntivi, dovuti a imprevisti e varianti, sono stati richiesti allo Stato.
L’opera
Il contratto per la realizzazione dell’opera, firmato nel 2023, con la ditta Cmc Ravenna prevedeva un investimento di 131 milioni di euro per realizzare in 38 mesi una linea tranviaria di circa 15 chilometri, collegando Milano, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano, Nova Milanese, Desio e Seregno.
A giugno dell’anno scorso, in un’assemblea pubblica a Cusano Milanino, era stato annunciato uno slittamento per il completamento dell’opera veniva spostato a marzo 2028, con un ritardo di 16 mesi rispetto alle previsioni iniziali. Tra le cause principali il superamento dei valori chimici in numerosi siti, che aveva reso necessarie bonifiche dei terreni: dalle 29 inizialmente previste si era arrivati a 140. Nel frattempo la ditta appaltatrice Mgm era stata acquisita da un’impresa fiorentina, introducendo ulteriore incertezza sul cantiere.
Dopo l’incontro dei giorni scorsi il sindaco Simone Cairo ha espresso preoccupazione: «Città Metropolitana non esclude di coinvolgere i Comuni nella suddivisione dei costi aggiuntivi e che hanno già dimensionato lo scenario in cui la tratta del progetto passerebbe da quella attuale (da Milano-Niguarda a Seregno) ad una nuova, ridotta, che terminerebbe invece a Paderno-Calderara ed eventualmente proseguirebbe solo fino a Nova Milanese. Seregno e Desio rimarrebbero tagliati fuori dall’infrastruttura con i cantieri aperti e il deposito dei tram realizzato proprio a Seregno e quindi inservibile perchè non raggiungibile».
Il sindaco Cairo ha ricordato come Bresso sia contraria all’opera da oltre vent’anni: «Rimaniamo con 17 chilometri di Comuni del Nordmilano in cui il commercio di vicinato e i negozianti sono in estrema difficoltà, i disagi sono quotidiani e abbiamo il rischio che tutto si blocchi».


