Metrotranvia, Cusano e Paderno: «Opera completa o non ha senso»

Cantiere di Paderno Dugnano

Dopo le dichiarazioni del sindaco di Bresso Simone Cairo, che nei giorni scorsi aveva espresso forte preoccupazione per l’aumento dei costi e il rischio di un ridimensionamento della tratta, arrivano le posizioni di altri due Comuni attraversati dal cantiere: Cusano Milanino e Paderno Dugnano.

Il nodo dei costi
Il punto di partenza è lo stesso per tutti: i costi dell’opera sono aumentati di circa 120 milioni di euro, passando da 250 a 370 milioni, a causa del rincaro dei materiali e delle varianti intervenute nel corso dei lavori. I fondi aggiuntivi sono stati richiesti allo Stato. L’assessore alla mobilità di Cusano Milanino Massimo De Rosa inquadra l’aumento in modo pragmatico: «Un incremento importante, ma che non sorprende, perché i valori iniziali erano fermi da oltre dieci anni e nel frattempo si sono sommati rincari, varianti e imprevisti».

Sia Cusano che Paderno sono però chiari su un punto: quei costi extra non possono ricadere sui Comuni. «Le amministrazioni locali non possono essere lasciate sole su un’infrastruttura di questa portata», afferma De Rosa. Il Comune di Paderno Dugnano lo ribadisce in modo ancora più netto nel proprio comunicato: «Extracosti così importanti non possono essere assorbiti dai Comuni. È necessario un intervento del Governo e del Ministero delle Infrastrutture per garantire le risorse aggiuntive e il completamento dell’opera».

La possibilità di ridurre la tratta
Città Metropolitana ha evocato come ipotesi tecnica la possibilità di ridurre la tratta, fermandola a Paderno-Calderara con eventuale prosecuzione fino a Nova Milanese, lasciando fuori Desio e Seregno. Una prospettiva che preoccupa perché renderebbe inutilizzabile il deposito dei tram già realizzato a Seregno e vanificherebbe anni di cantieri sui tratti terminali. Su questo punto, i Comuni coinvolti hanno mantenuto una posizione comune. «Tutti i territori della tratta hanno espresso una posizione unanime di contrarietà – riferisce De Rosa – Un’opera così o si realizza interamente oppure rischia di perdere efficacia e senso».
Paderno Dugnano conferma: «Le ipotesi di ridimensionamento del tracciato destano forte preoccupazione. L’amministrazione ribadisce la necessità di portare a termine l’opera nella sua interezza».

Le priorità nel breve periodo
Al di là del dibattito sui finanziamenti, De Rosa indica una priorità concreta e urgente per i cittadini: sbloccare le opere accessorie. «Ciclabili, percorsi pedonali e connessioni locali sono attesi da anni. Se nei prossimi mesi non si sblocca questa parte, il rischio è che i cittadini continuino a subire disagi senza vedere benefici concreti».

Il Comune di Paderno sottolinea invece l’importanza di rispettare il cronoprogramma aggiornato, che prevede il completamento entro il 31 marzo 2028.Entrambe le amministrazioni annunciano di voler continuare a lavorare in raccordo con gli altri enti per seguire l’evoluzione dell’opera. «Serve una risposta rapida e concreta», conclude De Rosa, «perché il territorio ha già aspettato troppo».