In occasione della festa dei lavoratori, il Comune di Sesto San Giovanni ha intitolato uno spazio verde ai giuslavoristi Massimo D’Antona e Marco Biagi, entrambi uccisi dalle Brigate Rosse, e un giardino a Massimo Sacchi, modellista sestese.
La cerimonia si è svolta nell’ambito del progetto comunale ‘giardini identitari’, che mira a legare il patrimonio verde della città alla memoria di figure significative per la storia del Paese. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Roberto di Stefano, l’assessore all’urbanistica Antonio Lamiranda, il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti e la vedova di Marco Biagi.
«Abbiamo scelto questa giornata anche per intitolare due spazi verdi della nostra città, dedicandoli alla memoria di Giovanni Sacchi e dei professori Massimo D’Antona e Marco Biagi, rendendo così omaggio al loro impegno e al loro ricordo», ha commentato Di Stefano.
D’Antona fu ucciso a Roma nel 1999, Biagi a Bologna nel 2002, entrambi erano consulenti del Ministero del Lavoro e avevano contribuito a riformare la legislazione sul lavoro italiano. La riforma che porta il nome di Biagi è ancora oggi uno dei principali riferimenti normativi in materia di diritto del lavoro.
Un secondo spazio verde tra via Granelli e via Milanese è stato dedicato a Giovanni Sacchi, «A Giovanni Sacchi, sestese ‘doc’ che attraverso i suoi modelli ha dato corpo e sostanza alla storia del design industriale e reso grande il Made in Italy nel mondo», ha spiegato il primo cittadino. Giovanni Sacchi, sestese di nascita, fu per decenni il modellista di riferimento per il design italiano. Nel suo laboratorio milanese di via Sirtori, poi confluito nell‘archivio a Sesto San Giovanni, prendevano forma i prototipi di quelli che sarebbero diventati oggetti iconici: dalla Olivetti Lettera 22 al telefono Grillo, dai televisori Brionvega Doney e Algol alle caffettiere e posate Alessi, fino all’autobus Meteor.
Collaboratore di Achille Castiglioni, Marco Zanuso, Ettore Sottsass, Aldo Rossi e Marcello Nizzoli, Sacchi trasformò la modellistica artigianale in un passaggio quasi obbligato per generazioni di progettisti. Il suo lascito è oggi conservato nell’archivio Giovanni Sacchi a Sesto San Giovanni, voluto dal Comune con fondazione Isec e sostenuto da fondazione Cariplo: centinaia di modelli e prototipi, plastici architettonici, migliaia di disegni e fotografie, e una parte della bottega originale riallestita con macchinari e attrezzature d’epoca.


