Una proposta per scoprire cosa significasse viaggiare secoli fa, dagli esploratori ai viandanti: Fuori Rotta. Viaggi e viaggiatori nelle opere delle collezioni civiche, la mostra che i Musei Civici di Monza aprono al pubblico dal 23 maggio al 30 agosto. Un percorso attraverso dipinti, stampe, cimeli, ceramiche e oggetti provenienti da tutto il mondo, interamente realizzato con opere delle raccolte civiche monzesi.
L’esposizione accompagna il visitatore sulle orme di grandi esploratori e anonimi viandanti, dal mitico peregrinare di Ulisse ai popoli dell’antichità in cammino, dai pellegrini e missionari ai raffinati turisti ottocenteschi in cerca di atmosfere esotiche. Prima che il viaggio diventasse piacere, era necessità: si partiva per commercio come Marco Polo, per fede, per la guerra o per riportare alla luce il passato come i primi archeologi.
Il percorso si articola in diversi nuclei tematici. Una sezione significativa è dedicata alle imprese ottocentesche degli esploratori Manfredo Camperio, Gaetano Osculati e Gaetano Casati e al rapporto tra Monza e l’Africa. Le scenografie teatrali mostrano luoghi evocati dalla fantasia, mentre bellissime incisioni d’epoca documentano l’arrivo di Napoleone e degli scienziati al seguito in Egitto, all’alba dell’archeologia moderna.
Gli album di vedute dei pittori inglesi e l’Orientalismo di fine Ottocento aprono poi la finestra sull’estremo Oriente, con ceramiche cinesi e giapponesi provenienti dal lascito di Eva Galbesi Segrè del 1923. La mostra è anche un’occasione per portare alla luce opere e cimeli conservati nei depositi dei Musei Civici, alcune delle quali mai esposte al pubblico. Tra questi, i reperti dell’ex Museo Coloniale, fondato nel 1935 per documentare le esplorazioni africane.
«È necessario ricordare che accanto a narrazioni di meraviglia e scoperta, la fase coloniale europea vide purtroppo perpetrati degli atti di violenza e di barbarie inauditi – ha commentato l’assessora alla Cultura Arianna Bettin -. Oggi pensiamo sia necessario riscoprire questa parte di patrimonio dei Musei, cercando di ricollocare i manufatti nella cornice della meraviglia dei grandi esploratori: quella dell’incontro pacifico tra civiltà e della curiosità sincera».


