Il comitato No Vasca di Bresso è tornato domenica 7 giugno in presidio all’impianto di laminazione del Seveso nel Parco Nord, per denunciare quello che definisce un quadro di criticità irrisolte sul piano igienico-sanitario e della sicurezza.
Le ondate di maltempo dei giorni scorsi hanno portato all’attivazione della vasca in due occasioni. Le acque provenienti dal Seveso hanno trasportato detriti, legna, rami e rifiuti, segno secondo il comitato di una manutenzione carente del bacino idrografico. Ma la preoccupazione principale le esalazioni dei detriti: «Le esalazioni non si vedono e non ci sono monitoraggi da parte di nessun ente. Dopo 6 giorni i fanghi sono ancora qui insieme all’immondizia e ai detriti. Quello che ci preoccupa è che i fanghi sotto il sole di questi giorni e le temperature che arrivano ai 30 gradi portano alla proliferazioni dei batteri pericolosi», hanno dichiarato i portavoce del comitato. Una situazione che il comitato ritiene preoccupante soprattutto in considerazione della vicinanza dell’impianto a zone residenziali e frequentate da bambini.
Il comitato ha inoltre presentato una segnalazione ufficiale inviata tramite pec per denunciare un episodio avvenuto durante uno degli utilizzi della vasca in questi giorni: durante la piena l’area risultava accessibile al pubblico e alcuni cittadini si sarebbero trovati in zone a rischio nei momenti più critici dell’evento. Ad aprile il comitato aveva ottenuto l’accesso agli atti da Regione Lombardia e dai documenti era emerso che è previsto il caricamento dei fanghi a ogni evento di pioggia. A distanza di oltre sei giorni dall’ultimo riempimento, secondo il comitato questa operazione non sarebbe ancora avvenuta.


