Dal 17 giugno al 14 ottobre la Fabbrica del Vapore di Milano ospita in Cattedrale Il cosmo, grande mostra personale dedicata a Susumu Shingu, tra i protagonisti dell’arte cinetica contemporanea.
Nato a Osaka nel 1937, Shingu è l’artista che ha fatto del movimento (generato da vento, acqua e gravità) il linguaggio centrale della propria ricerca. La mostra riunisce 9 sculture fondamentali del percorso dell’artista e 21 opere del progetto Windcaravan, un ciclo iniziato nel 2000 nelle risaie giapponesi e portato nel corso degli anni in luoghi remoti del pianeta: Nuova Zelanda, Finlandia, Mongolia. Sculture mosse dal vento che hanno attraversato paesaggi e culture lontanissimi tra loro.
Il percorso espositivo comprende anche sculture cinetiche, modelli, materiali documentari e approfondimenti sul pensiero dell’artista, oltre a contenuti multimediali realizzati da Studio Azzurro. È presente anche Sandalino, il personaggio immaginario ideato da Shingu negli ultimi anni: un piccolo viaggiatore da un altro pianeta che osserva la Terra con stupore e inquietudine.
Il legame con l’Italia
Shingu arrivò in Italia nel 1960 grazie a una borsa di studio del Governo italiano, formandosi a Roma all’Accademia di Belle Arti con Franco Gentilini. Da allora il legame non si è mai interrotto: ha realizzato opere pubbliche a Genova, Torino e Lecco, e ha collaborato a lungo con Renzo Piano. La mostra milanese cade nell’anno in cui si celebrano i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e i 45 anni di gemellaggio tra Milano e Osaka.
«Sono molto felice e onorato di esporre per la prima volta in Italia queste sculture – ha dichiarato Shingu -. Sculture mosse dal vento che hanno collegato popoli e culture delle terre più lontane, dove l’uomo convive ancora in sintonia con le forze della natura».


