Oggi, a 50 anni dal disastro del’Icmesa, si è tenuta la cerimonia commemorativa al Bosco delle Querce, a cui ha presieduto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Alle 12.37 del 10 luglio 1976 dalla fabbrica dell’Icmesa di Seveso si sprigionò una nube tossica di diossina, la cui reale entità non è mai stata quantificata con precisione. Laura Conti, medica ed ecologista, lo definì un pericolo silenzioso e invisibile: non si sapeva ancora chi si sarebbe ammalato, di cosa, né quando. Più di 250 famiglie furono evacuate; circa il 77% poté fare ritorno nell’arco di un anno, ma oltre 200 persone non tornarono mai più nelle proprie case.
Oggi, per il 50esimo anniversario del disastro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella era presente alla cerimonia commemorativa al Bosco delle Querce, il parco nato sulle aree bonificate e da poco insignito del marchio di parco europeo, primo in questo riconoscimento tra i parchi naturali del continente. La mattinata si è aperta con un flash mob dei giovani attori di teatro Contatto, davanti al grande pioppo, unico albero sopravvissuto alla nube tossica. Nel suo intervento, il capo dello Stato ha ricordato Seveso come uno dei più gravi incidenti ambientali della storia italiana, sottolineando come l’evento abbia rappresentato uno spartiacque per l’Italia e per l’Europa in materia di salute e prevenzione, tra le sue conseguenze più dure l’esodo delle famiglie, i circa 200 bambini colpiti da patologie dermatologiche e i timori per le gravidanze a rischio.
Mattarella ha inoltre ricordato la figura di Carlo Galante, l’operaio dell’Icmesa che entrò nel reattore per contenere il guasto, e quella dell’allora sindaco Francesco Rocca, oltre a rivolgersi ai ragazzi delle associazioni sportive presenti, ai quali ha affidato la responsabilità di custodire il parco per il futuro. Al suo fianco, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha ricordato come Seveso abbia insegnato che l’ambiente non è separabile dalla vita delle persone, richiamando la direttiva europea del 1982 nata proprio da questo disastro.
Presenti anche il vicepresidente del Consiglio Ignazio La Russa, la sindaca di Seveso Alessia Borroni (che ha ripercorso la genesi del programma commemorativo, curato da oltre un anno) e i vertici di Ersaf, che gestisce il bosco come luogo di memoria collettiva e ambientale, nato dalla volontà di cittadini, medici e scienziati di trasformare la tragedia in una rinascita. Dal disastro dell’Icmesa nacquero non solo la direttiva Seveso, riferimento normativo europeo fino al 2020, ma anche un dibattito che contribuì all’approvazione della legge sull’aborto. Un’eredità che, come ricordato durante la cerimonia, lega ambientalismo, diritti e responsabilità collettiva.
Di seguito alcune foto della giornata:








