Milano dice addio don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della comunità Exodus, morto oggi all’età di 96 anni nella storica sede della fondazione all’interno del Parco Lambro. Figura di riferimento del terzo settore italiano, ha dedicato oltre quarant’anni al recupero di giovani con problemi di dipendenza e in condizioni di marginalità, trasformando Exodus in una rete di comunità e progetti educativi attiva in Italia e all’estero.
Per rendergli omaggio il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per lunedì 3 agosto, giorno delle esequie. Nella stessa giornata la bandiera civica sarà esposta a mezz’asta in tutte le sedi comunali. I funerali saranno celebrati alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio. La camera ardente sarà invece allestita nella sede storica di Exodus, alla Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro, dove don Mazzi ha vissuto e dove, nel 1984, prese avvio il progetto che sarebbe diventato una delle principali realtà italiane impegnate nel contrasto alle dipendenze e al disagio giovanile. Sarà aperta al pubblico sabato 1 agosto dalle 17 alle 20 e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20.
Nato a Verona nel 1929, don Mazzi aveva scelto Milano come luogo in cui dare forma alla sua idea di educazione e accoglienza. Da qui nacque la Carovana Exodus, un percorso itinerante di rinascita per ragazzi in difficoltà che negli anni si è trasformato in una rete nazionale di comunità, centri diurni e progetti dedicati ad adolescenti, giovani e famiglie.
Cordoglio è stato espresso anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato don Mazzi come un sacerdote, educatore e comunicatore che ha dedicato la propria vita agli ultimi, ai giovani fragili, ai poveri e alle persone con dipendenze, offrendo una testimonianza di impegno sociale e civile attraverso iniziative innovative di solidarietà e inclusione. La tumulazione avverrà in forma privata presso l’Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria.


