A più di una settimana dallo sversamento di idrocarburi avvenuto venerdì 5 settembre nel Naviglio Grande, all’altezza di Magenta, procedono le operazioni di bonifica e si avvia una prima riduzione delle misure precauzionali adottate lungo i canali.
Lo ha comunicato l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Marco Granelli, spiegando che ieri pomeriggio, in un coordinamento tra Comune di Milano (protezione civile e ambiente), consorzio Villoresi, Città Metropolitana di Milano e Cap, gestore della rete fognaria, è stato deciso di iniziare a rimuovere le panne assorbenti e le barriere posizionate a protezione di Darsena, Vettabbia, Naviglio Pavese e dei territori adiacenti.
La decisione arriva perché le pulizie del cavo fognario e della roggia Soncina, nel Magentino, proseguono in aree confinate, senza dispersione verso Naviglio e rogge: condizioni meteo favorevoli fanno ritenere che l’intervento possa concludersi nei prossimi giorni. Resta invece in vigore, a titolo precauzionale, il divieto di navigazione nel Naviglio e in Darsena, sebbene siano stati autorizzati, con le dovute attenzioni, gli eventi della Canottieri San Cristoforo.
«Solo così potremo tutelare i Navigli e le valenze ambientali e agricole dei territori attorno a Milano, da Magenta a Pavia», ha dichiarato Granelli, ringraziando gli enti coinvolti e i vigili del fuoco. Sul fronte tecnico, la Città Metropolitana di Milano ha reso noto che le barriere di contenimento installate hanno di fatto isolato il Naviglio, che non riceve più apporti inquinanti. I lavori sulla roggia Soncina, canale parallelo al Naviglio interessato dallo sversamento, sono giunti al quarto giorno e riguardano per ora i primi tre chilometri del corso d’acqua, fino a Robecco.
Nel tratto urbano di Robecco, dove la roggia costeggia abitazioni e tenute storiche, gli operatori hanno rimosso con idrogetto ad alta pressione i residui dai muri a contatto con l’acqua, raccogliendo il materiale galleggiante con cinque barriere attive in loco. Nella prossima settimana l’intervento proseguirà verso Magenta, per ulteriori 2,8 chilometri, in un tratto reso più complesso dalla conformazione incassata del canale; è previsto anche lo sfalcio della vegetazione contaminata lungo le sponde.


