Fino al 15 novembre torna a Milano Fog Triennale Milano Performing Arts, il festival dedicato a teatro, danza, performance e musica contemporanea. Gli appuntamenti si svolgono alla Triennale Milano e in altri spazi della città.
Nato nel 2018, Fog propone produzioni di artisti e compagnie internazionali, affiancando ai nomi già affermati della scena contemporanea il lavoro di nuovi autori. Per il 2026 il festival presenta una novità nella struttura: per la prima volta la programmazione è articolata in due momenti dell’anno. Dopo la prima parte, conclusa ad aprile, la nona edizione prosegue con la sezione autunnale.
Tra gli artisti e le compagnie presenti figurano Lina Lapelytė, Boris Charmatz, Kyle Abraham, Amir Reza Koohestani, Caroline Shaw e Attacca Quartet, Yanghee Lee, Jaha Koo, Dewey Dell, Agnese Banti, Gaetano Palermo e Michele Petrosino, Radio Raheem/R.ocks, Chiara Bersani e Romeo Castellucci. Il programma attraversa diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo. La danza si intreccia con la musica, la performance con le arti visive e le tecnologie multimediali.
Tra i temi affrontati figurano identità, memoria, appartenenza, relazione con la comunità e trasformazioni della società contemporanea. Tra gli appuntamenti in calendario c’è Cassette Vol.1 del coreografo statunitense Kyle Abraham, che utilizza musica e riferimenti visivi degli anni Ottanta per costruire una riflessione sulla formazione dell’artista. Shimmering di Yanghee Lee mette invece in relazione la danza tradizionale coreana Shinmuyong con elementi visivi e sonori legati alla cultura rave degli anni Novanta.
Il programma prosegue con Dido and Aeneas della compagnia Dewey Dell, in calendario il 3 e 4 ottobre, ispirato al melodramma barocco di Henry Purcell. Il 6 ottobre alle 19.30 è previsto il concerto The Evergreen, con il quartetto Attacca Quartet e la compositrice Caroline Shaw, mentre il 14 e 15 ottobre Boris Charmatz porta in scena Muette, un assolo costruito sul rapporto tra danza, silenzio e gesto. Tra gli altri lavori in programma figura Haribo Kimchi di Jaha Koo, che combina musica, performance e multimedia affrontando i temi dell’identità e dell’assimilazione culturale.
Il nome del festival, Fog, richiama la nebbia dell’immaginario milanese e viene utilizzato dagli organizzatori come metafora di un’esperienza fondata sulla scoperta e sull’incertezza. La programmazione autunnale proseguirà fino al 15 novembre in Triennale e nelle altre sedi coinvolte in città.


