Cyberbullismo e uso dei social: incontri nelle scuole di Cinisello e Sesto

Sensibilizzare sul bullismo, promuovere un uso consapevole dei social network e aiutare i ragazzi a costruire obiettivi personali: sono alcuni dei temi al centro degli incontri che si sono tenuti all’Istituto Eugenio Montale di Cinisello Balsamo e all’Altiero Spinelli di Sesto San Giovanni.

Il percorso affrontato dai ragazzi ha cercato di mettere in luce le opportunità e i rischi della comunicazione digitale, soffermandosi sui comportamenti che possono trasformare le piattaforme social in strumenti di prevaricazione. L’obiettivo è stimolare una riflessione sul peso delle parole, sul rispetto degli altri e sulle conseguenze delle azioni online, ma anche sulle aspettative che si formano attraverso i modelli proposti dalla rete.

A portare questi temi nelle scuole è Ludovico Aldasio, creator e comunicatore che negli ultimi anni ha affiancato alla produzione di contenuti digitali un’attività di sensibilizzazione rivolta ai più giovani. «L’obiettivo è utilizzare la visibilità acquisita online anche per promuovere un messaggio capace di avere un impatto positivo sulla società», racconta Aldasio.

«Nel confronto con gli studenti – raccontano gli organizzatori -, emergono aspettative e aspirazioni differenti. Tra alcuni ragazzi si nota il fascino esercitato dalla figura del criminale, mentre altri, già a 14 anni, sembrano considerare irrealizzabili i propri desideri per il futuro. Tra le ragazze, osserva invece una forte attenzione ai canoni estetici proposti online, non sempre accompagnata da obiettivi personali che offrano una gratificazione al di là dell’immagine».

Si tratta di impressioni maturate durante gli incontri, che non possono essere estese indistintamente a un’intera generazione, ma che offrono uno spunto per interrogarsi sul peso dei modelli veicolati dai social. «In un’età in cui l’identità è ancora in costruzione, il confronto con immagini di successo, bellezza e potere può influenzare il modo in cui i ragazzi percepiscono se stessi e il proprio futuro».

Un altro tema affrontato è quello dell’utilizzo malevolo delle tecnologie. «Smartphone, chat e social permettono di comunicare e condividere contenuti in modo immediato, ma possono anche essere usati per esporre una persona al giudizio pubblico, diffondere immagini senza consenso o prolungare nel tempo un episodio di umiliazione». In questo contesto si inserisce il tema del revenge porn, espressione comunemente utilizzata per indicare la diffusione non consensuale di immagini o video intimi. È una forma di abuso che può avere conseguenze pesanti sulla vita della persona coinvolta e che richiama la necessità di educare i ragazzi al consenso, alla riservatezza e alla responsabilità nella condivisione dei contenuti. Il lavoro di sensibilizzazione di Aldasio e del suo team punta quindi a spostare l’attenzione dal semplice uso delle piattaforme alle conseguenze concrete dei comportamenti online.