Sesto, rientro a scuola «a metà»: bambini delle materne a tempo ridotto

A settembre in tutta Italia ripartono le scuole, ma a Sesto San Giovanni il rientro potrebbe essere solo «a metà», da quanto segnala il comitato genitori.

«Secondo le linee guida del ministero le scuole riaprono mantenendo un metro di distanza fra gli alunni – spiega Katia Pellegrini, presidente consiglio d’istituto delle scuole Martiri della Libertà e rappresentante del comitato genitori di Sesto -. Alle materne, dove la distanza fra i bambini è impossibile da mantenere, ci si è quindi organizzati così: a parità di spazi diminuiscono i bambini. Ci saranno gruppi divisi che permangono nel tempo. Quasi la totalità delle materne di Sesto avrà un orario antimeridiano: in alcune scuole ci sarà la mensa compresa mentre in altre i bambini usciranno tutti i giorni prima di pranzo». Solo nei plessi Tonale 1, Tonale 2 e Fante d’Italia, dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri, i piccoli riuscirebbero a fare l’orario pieno, grazie ai grandi spazi di cui la scuola è dotata.

Non solo materne, anche alcune elementari hanno dovuto ridurre l’orario per la carenza di spazi e di organico: «La scuola elementare Galli ha comunicato che i bambini di prima elementare usciranno tutti i giorni alle 13.30, quelli di seconda, terza, quarta e quinta faranno orario ridotto due giorni a settimana, uscendo anche loro alle 13.30», precisa la rappresentante del comitato genitori.

«Di fronte a questa riduzione degli orari importante – conclude Katia -, i plessi scolastici hanno fatto tutti richiesta di aumento dell’organico, quello che si poteva fare è stato fatto. Ora aspettiamo il Provveditorato e chiediamo al Comune di prestare particolare attenzione a questa situazione, anche se non dipende direttamente da loro. L’amministrazione potrebbe muoversi per selezionare un servizio di doposcuola adatto. I pre e post scuola classici, con queste regole, non saranno attuabili. Come genitori siamo consapevoli che il tempo scuola sarà penalizzato e siamo disposti a pagare per un servizio integrativo perché noi, volente o nolente, dobbiamo tornare a lavoro e non abbiamo alternative».