Sesto, il Pd chiede le pietre di inciampo: «È ora di ricordare i 233 deportati uccisi nei lager»

Una manifestazione di intenti in cui si chiede all’amministrazione comunale l’adesione al Comitato Provinciale delle Pietre di Inciampo.

A presentarla a Sesto San Giovanni, nel giorno del 90esimo compleanno di Liliana Segre, è stato il Partito Democratico. «Come Pd Sesto San Giovanni – dichiarano – abbiamo pensato che il modo migliore per festeggiare questo importante anniversario fosse di impegnarci in prima persona a “tracciare la memoria” in nome anche della grande fatica che ogni superstite ha affrontato nel portare il peso di una testimonianza tanto dolorosa».

Sesto San Giovanni potrebbe così seguire quanto fatto nel recente passato da Cinisello Balsamo e Monza: le pietre di inciampo sono dei piccoli blocchi dorati collocati davanti alle ultime abitazioni delle vittime di deportazioni con nome, cognome, data di nascita e luogo di morte.

«È ora che anche Sesto San Giovanni ricordi i suoi 233 deportati uccisi nei lager – proseguono dal Pd-. L’adesione al Comitato non ha alcun onere economico per i Comuni: le pietre di inciampo sono pagate dalle famiglie e prodotte in Germania dal suo ideatore, Gunter Demnig.
L’Istituzione, però, sostiene e crea le condizioni perché la posa sia rapida, coordina le associazioni coinvolte, gli uffici impegnati, rappresenta i deceduti della propria città all’interno del Comitato».

Il Partito Democratico si è quindi appellato all’amminsitrazione comunale di Sesto San Giovanni, ma non solo: «Speriamo che questa richiesta incontri il sostegno di tutte le forze politiche, perché come accade dappertutto in Europa, le pietre di inciampo sono un orgoglio e un impegno nei confronti della memoria delle future generazioni».