I vaccini antinfluenzali ai tempi del coronavirus

Vaccino antinfluenzale

Molti attendono il vaccino per il nuovo coronavirus nella speranza che questo, se tutti i test portassero a risultati positivi, aiuti a recuperare la vita di prima e tornare così alla normalità, con abbracci, strette di mano e meno paura.

Ma con l’arrivo dell’inverno molti si preoccupano anche di un altro tipo di virus, che ogni anno contagia milioni di italiani e che quest’anno potrebbe destare ancora più preoccupazioni: l’influenza. I medici e gli esperti infatti sono concordi nel dichiarare che, senza effettuare il tampone, è impossibile distinguere tra i classici sintomi influenzali e quelli tipici del contagio e dell’incubazione del covid.

Per questo sono già partite con forza le campagne antinfluenzali che potrebbero così aiutare medici e ospedali a capire se il paziente ha contratto il virus oppure una semplice influenza. Vaccinarsi infatti permette di riconoscere prima le nuove eventuali infezioni da coronavirus. Solitamente questi vaccini, già presenti da anni nelle abitudini di molti italiani, venivano principalmente scelti dagli anziani e da coloro che sono maggiormente predisposti all’attacco dei virus, come persone fragili e già soggette ad altre patologie, così come le donne in gravidanza.

È quindi per questo che molte aziende e molti privati si stanno già muovendo per verificare come poter effettuare il vaccino per sé e per i propri dipendenti. La profilassi così è già attiva, in modo da prevenire un ritorno massiccio di contagi da covid.

Il Ministero della Salute quindi estende i parametri e consiglia la vaccinazione a bambini da 6 mesi in su e agli anziani dai 60 anni in su (gratuito). Rientrano tra le categorie a rischio anche tutti gli operatori sanitari, gli anziani ricoverati nelle strutture. Proteggere le persone contro l’influenza aiuta anche a prevenire complicanze e a ridurre gli accessi al pronto soccorso, dove il virus rischia di circolare e che così non verranno sovraccaricati.

Al momento sono ancora da aumentare le adesioni, perché l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ad almeno il 95 per cento del target complessivo, quindi medici di famiglia e pediatri sono già pronti a invitare i cittadini all’azione.

I vaccini disponibili infine sono diversi, ma tra i consigliati è presente il vaccino quadrivalente, ogni volta diverso da quello della stagione precedente, che varia per somministrazione e quantità in base al soggetto interessato.