Cologno, l’idea del forno crematorio in città apre il dibattito politico

Da una parte l’amministrazione comunale, dall’altra il Pd di Cologno Monzese. Sul tavolo della contesa, l’idea di un forno crematorio da realizzare in città.

«Un’idea nata di nascosto, annunciata dalle pagine dei giornali senza che nessuno ne sapesse niente», la denuncia del Partito Democratico locale nelle parole del suo capogruppo in consiglio comunale Giovanni Cocciro. Nei piani dell’amministrazione comunale di Cologno Monzese, forno crematorio dovrebbe eseguire circa 5mila cremazioni all’anno.

«L’assessore ai servizi cimiteriali, il leghista Simone Rosa, annuncia ‘candidamente’, dalle pagine dei quotidinani – prosegue Cocciro -, che Cologno Monzese, ospiterà nel cimitero di via Longarone un forno, viventando così una delle strutture con la maggiore produzione di cremazioni di tutta la Lombardia. In un’area che già nelle vicinanze ospita uno dei più grossi impianti di compostaggio della città Metropolitana di Milano. Un impianto che avrà come principale impatto ambientale l’aria. Poiché durante la cremazione nei forni si ha la produzione di inquinanti atmosferici, in particolare: polvere monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, composti inorganici del cloro e del fluoro e metalli. Insomma un impatto ambientale grave, a cui bisognerà sommare i contraccolpi per i cittadini colognesi di decoro ed eventuale deprezzamento degli immobili che soprattutto si trovano in zona».

Dal Pd hanno poi concluso: «Ora la parola passa ai cittadini che dovranno esprimersi, e se il sindaco e la giunta pensano che siccome forti dei voti che hanno preso, i cittadini daranno il via libera a questa iniziativa, penso che si sbaglino di grosso».