Paderno Dugnano ha chiesto il riesame dopo l’esclusione dallo stato di emergenza in seguito alle esondazioni del Seveso a settembre.
Dopo la decisone del Consiglio dei Ministri che, il 7 novembre, ha dichiarato lo stato di emergenza per gli alluvioni di settembre, limitandolo alle province di Como e Monza, il Comune di Paderno ha chiesto il riesame. Restano esclusi dai fondi per il risanamento Milano e i comuni tra cui Paderno. Il Comune lamenta gravi danni alle abitazioni, alle infrastrutture e alle attività produttive.
Il provvedimento prevede 10 milioni di euro per i territori colpiti, ma secondo l’amministrazione padernese, non è stata considerata la gravità dei danni registrati lungo il Seveso. Secondo i dati di ARPA Lombardia «per quanto riguarda il fiume Seveso, in tutte le sezioni monitorate è stata superata la soglia di allertamento rossa. In particolare, alla sezione di Cantù Asnago è stato registrato un colmo di 2.32 m sullo zero idrometrico, alla stazione di Paderno Dugnano – Palazzolo 4.04 m e alla stazione di Milano Niguarda – via Ornato 4.92 m. Sia per la stazione di Cantù sia per quella di Paderno Dugnano, si tratta dei livelli più alti mai registrati, superiori anche a quelli del 2014».
«La nostra città è stata tra le più colpite della Città Metropolitana. I danni sono ingenti e abbiamo inviato con tempestività tutte le segnalazioni richieste dalla Regione per il riconoscimento della calamità naturale. Apprendiamo con sorpresa e disappunto che il provvedimento nazionale non include Paderno Dugnano. È una decisione che non rispecchia la realtà dei fatti, certificata dai dati tecnici e dall’entità dei danni subiti. Ci aspettavamo un maggiore sostegno anche da Regione Lombardia. Chiederemo spiegazioni e il riesame del decreto affinché i nostri cittadini possano accedere alle misure di ristoro» afferma la sindaca Anna Varisco.
