Passerella Cormano-Cusano, braccio di ferro politico: chi la spunta?

È tornata a riaccendersi la questione della passerella ciclopedonale Ansaloni, che collega via Gianni Rodari a Cormano con via Vittorio Ansaloni a Cusano Milanino, permettendo l’attraversamento della linea ferroviaria. La struttura è chiusa da anni e nelle ultime settimane il dibattito si è riacceso, soprattutto attorno alla possibilità di riaprire almeno l’accesso tramite le scale, in attesa di risolvere il problema degli ascensori non funzionanti.

La passerella era stata realizzata nel 2016 in occasione della costruzione della nuova fermata ferroviaria Cormano-Cusano Milanino e della contestuale soppressione dei passaggi a livello. La gestione e la manutenzione dell’infrastruttura, ascensori compresi, sono state affidate per convenzione al Comune di Cusano Milanino.

Gli interventi già effettuati
L’attuale amministrazione di Cusano Milanino ha ereditato una situazione già compromessa e ha avviato una serie di interventi preliminari. «Abbiamo fatto tre lavori propedeutici anticipati dall’amministrazione comunale: la manutenzione dei serramenti, il rifacimento dell’impianto elettrico e la sostituzione delle telecamere di videosorveglianza», spiega l’assessore alla mobilità di Cusano Milanino, Massimo De Rosa. A questi si aggiunge l’installazione delle serrande automatizzate, completata nel giugno 2024. Su questo punto però i Comuni non concordano: il sindaco di Cormano Luigi Magistro sottolinea che «a distanza di due anni risulta completata e certificata solo la parte relativa alle serrande elettrificate, mentre non abbiamo ancora ricevuto riscontri sull’impianto di videosorveglianza».

Il nodo degli ascensori: riaprire subito o no?
I due Comuni si trovano su posizioni opposte rispetto alla possibilità di riaprire subito la passerella. Cusano Milanino propone di consentire l’accesso ai pedoni in grado di utilizzare le scale, in attesa di trovare una soluzione economicamente sostenibile per gli ascensori. «Abbiamo richiesto alcuni preventivi e il costo della sostituzione si aggira tra i 200 e i 250mila euro, a cui si aggiungono i costi accessori. Stiamo valutando la sistemazione degli ascensori ma anche eventuali soluzioni alternative», precisa De Rosa.

Cormano respinge questa ipotesi. «Proporre la riapertura utilizzando esclusivamente le scale è una soluzione che riteniamo inaccettabile – dichiara il sindaco Magistro -. La riapertura può avvenire solo in condizioni di piena funzionalità, garantendo l’accessibilità a tutti i cittadini, in particolare alle persone con disabilità, agli anziani e ai bambini».

Cormano aveva chiesto anche la consegna di un cronoprogramma dettagliato degli interventi dopo l’incontro del 9 febbraio, ma la posizione di Cusano su questo punto è cauta: «Per noi è meglio non promettere piuttosto che promettere qualcosa su cui ancora non si hanno informazioni certe: vogliamo definire un percorso comune e impegnarci a realizzarlo nel minor tempo possibile», spiega De Rosa.

La disputa sulle spese e l’escalation legale
A complicare ulteriormente il quadro c’è la disputa sulle spese già sostenute. Cusano chiede a Cormano il pagamento della quota di competenza per i lavori effettuati, stimata al 50% dei costi di videosorveglianza e serrande. Cormano dichiara di essere disponibile a pagare, come da convenzione, ma subordina il saldo alla riapertura completa della passerella con la funzionalità degli elevatori. «Restiamo in attesa di risposte ufficiali, scritte e con tempi certi, che ad oggi non sono ancora pervenute», dichiara il sindaco di Cormano Luigi Magistro.

La tensione si è intanto tradotta in azioni legali: Cormano ha nominato un legale e inviato due lettere tramite avvocato. Un’escalation che De Rosa non considera costruttiva: «La vicenda si sta politicizzando. Bisognerebbe collaborare e cercare soluzioni comuni». Nel frattempo, la passerella resta chiusa e i cittadini dei due Comuni in attesa.