L’Adi design museum di Milano si arricchirà di uno spazio espositivo permanente dedicato a Gio Ponti, padre del design italiano moderno e fondatore del premio Compasso d’Oro.
L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha firmato una convenzione con il presidente di Adi collezione Compasso d’Oro, Umberto Cabini, per la realizzazione dell’intervento, finanziato da Regione Lombardia con un contributo di 1 milione di euro. All’evento hanno partecipato anche il presidente della commissione Cultura della Camera dei Deputati Federico Mollicone e il presidente dell’Adi, associazione per il design industriale, Luciano Galimberti.
Il progetto
Il nuovo spazio sorgerà all’interno dell’Adi design museum come struttura autonoma ma pienamente integrata nel percorso museale. L’intervento prevede la realizzazione di un soppalco negli attuali spazi del museo, ampliando la superficie espositiva complessiva di circa 700 metri quadrati. Il nuovo ambiente ospiterà mostre tematiche e approfondimenti sui principali ambiti della produzione di Gio Ponti. I lavori partiranno durante i mesi estivi, con conclusione prevista entro dicembre 2026. L’accesso al nuovo spazio sarà gratuito.
Chi era Gio Ponti
Architetto, designer e intellettuale milanese, Gio Ponti è una delle figure più rappresentative della cultura progettuale italiana del Novecento. Fondatore della rivista Domus nel 1928 e dell’Adi, è autore di opere iconiche come il Palazzo Pirelli a Milano. Fu proprio su sua iniziativa che nel 1954 nacque il premio Compasso d’Oro, il più antico riconoscimento internazionale del design industriale.
L’assessore Caruso ha sottolineato come l’intervento rappresenti «un luogo stabile di confronto in grado di raccontare gli elementi che definiscono l’identità del pensiero pontiano», ricordando che il segno di Ponti è ancora visibile in opere simbolo come il Palazzo Pirelli. Mollicone ha definito la convenzione «un intervento di alto valore strategico per il sistema culturale nazionale», mentre Cabini ha ricordato come «riflettere sul design made in Italy significa partire da Gio Ponti». Galimberti ha posto l’accento sull’accesso gratuito, «in linea con l’impegno dell’Adi nel rendere la cultura sempre più aperta e accessibile».


