Il Comune di Sesto San Giovanni ha deciso di uscire dalla partecipazione societaria nell’Agenzia per il trasporto pubblico locale (Atpl), ponendo fine a un rapporto che l’assessore a Infrastrutture e Mobilità Antonio Lamiranda ha definito una «duplicazione burocratica» dominata dal Comune di Milano e dalla Città Metropolitana.
Secondo l’amministrazione sestese, la funzione originaria dell’agenzia, ovvero la gestione del trasporto pubblico a livello territoriale, è venuta meno nel tempo, poiché la pianificazione delle linee avviene ormai a livello di autorità di bacino. La decisione segue la precedente liquidazione del Consorzio trasporti pubblico (Ctp).
Nel corso degli ultimi 8 anni Sesto San Giovanni avrebbe versato all’agenzia oltre 10 milioni di euro, «senza ottenere un corrispondente ritorno qualitativo per il territorio», ha spiegato Lamiranda.L’uscita dalla società consentirà al Comune di non versare ulteriori quote negli anni a venire.
L’assessore Lamiranda ha indicato alcune possibili destinazioni delle risorse recuperate: miglioramenti alle fermate delle linee di superficie o l’introduzione di voucher per i residenti, a compensazione del maggiore costo dell’abbonamento rispetto alla tariffa urbana milanese. È stato inoltre richiamato il tema del prolungamento della metropolitana M1 fino a Bettola, opera definita «strategica e necessaria» e ancora incompiuta.
«Eravamo stufi di fare i passacarte e le belle statuine, considerati da Milano solo come bancomat. E cosi la decisone di dire basta», ha concluso l’assessore sestese.


