Morto Silvano Vismara, «Ha contribuito al volto culturale di Cinisello Balsamo»

È morto ieri Silvano Vismara, scultore, pittore e grafico che per decenni ha lavorato a Cinisello Balsamo, lasciando un’impronta nel patrimonio artistico della città. Nato a Milano il 28 dicembre 1939, si era formato all’Accademia di Brera e alla Scuola Superiore d’Arte al Castello Sforzesco, per poi stabilire il proprio studio in via Fabio Filzi, dove ha sviluppato gran parte della sua produzione.

L’artista
La pittura di Vismara, di impronta figurativo-moderna con tecnica mista, ha esplorato volti, nudi, figure femminili, maternità, animali, su fondi blu turchese e oltremare, con una cifra stilistica attraversata da una malinconia che l’artista stesso descriveva come «la sensazione quasi dolorosa della nostra condizione umana».
La scultura, inizialmente realizzata in metacrilato e poi prevalentemente in bronzo, è caratterizzata da una vitalità intensa. I cavalli nel galoppo, i galli da combattimento, le maternità, i volti femminili: opere che i suoi contemporanei hanno descritto come «il trionfo della fantasia sulla fredda astrazione». Numerosissime le mostre in Italia e all’estero, altrettanto i riconoscimenti ottenuti, tra cui le medaglie conseguite all’Accademia di Brera e alla Scuola Superiore d’Arte nei primi anni Sessanta.

Il legame con Cinisello Balsamo
«Sono tante le opere che ha realizzato qui – ha commentato il sindaco di Cinisello Giacomo Ghilardi -, contribuendo a costruire nel tempo il volto culturale di Cinisello Balsamo. Resta il segno di ciò che ha fatto e di ciò che ha rappresentato per la nostra comunità».
A Vismara si deve la creazione della Spiga d’Oro, l’onorificenza civica istituita nel 1987 per celebrare il quindicesimo anniversario del conferimento del titolo di Città a Cinisello Balsamo. L’opera in bronzo dorato rappresenta la laboriosità e l’impegno dei cittadini nella costruzione della comunità.

Sono inoltre sue numerose opere presenti sul territorio: i monumenti Lavoro è libertà in piazza Paganelli e Alla Cooperazione in via Bassi, l’altare e la crocifissione per la cappella dell’ospedale Bassini, la Resurrezione per la cappella dell’Istituto Martinelli, l’altorilievo Ai bambini promesse di gioia sull’angolo tra le vie Cadorna e Beato Carino e l’opera Figure sulla facciata di Villa Arconati.