Metrotranvia Milano-Seregno: Bresso chiede chiarezza sugli extracosti

Dopo il confronto istituzionale della settimana scorsa sulla metrotranvia convocato dalla Città Metropolitana, nel quale era emersa la necessità di trovare circa 120 milioni di euro per coprire gli extracosti dell’opera, il sindaco di Bresso Simone Cairo ha chiesto chiarezza sulle spese a Città Metropolitana.

«Tutta la mia amministrazione è molto preoccupata per la grave situazione in cui versa l’intero appalto della metrotranvia Milano-Seregno, per le possibili conseguenze che potrebbero solo aggravarsi in assenza di una decisione tempestiva per la continuazione dei cantieri», ha scritto Cairo. Il sindaco ha chiesto alla Città Metropolitana tutta la documentazione necessaria a capire «come si è formato, in poco più di tre anni, un aumento del costo dell’opera di circa il 40% pari a oltre 90 milioni».

Il sindaco ha posto tre condizioni precise prima di sostenere qualsiasi richiesta al Governo. La prima riguarda la ripartizione degli extracosti: poiché l’opera ha ricevuto finanziamenti statali per circa il 60%, Cairo chiede che Città Metropolitana si faccia carico della quota degli enti locali sugli extracosti già dichiarati, stimata in circa 30 milioni. Cairo chiede anche che qualsiasi ulteriore extracosto fino al completamento dell’opera ricada automaticamente su Città Metropolitana, senza coinvolgimento degli altri enti.

La terza condizione riguarda i costi di esercizio e manutenzione futuri: il sindaco ha chiesto che Cmm sollevi i Comuni di Bresso, Cormano, Cusano Milanino e Paderno Dugnano da eventuali nuove richieste su questo fronte, tema su cui da anni non si trova un accordo. «Sarebbe un ulteriore danno dover togliere milioni di euro dalla manutenzione della nostra città nei prossimi anni» ha sottolineato Cairo.

Il problema degli extracosti era già emerso con chiarezza nel confronto della settimana scorsa, nel quale i Comuni coinvolti avevano individuato tra le cause principali l’utilizzo di un prezzario fermo al 2011-2012 e l’introduzione di nuove normative sui materiali di scavo. Tutti i sindaci presenti avevano convenuto sulla necessità di completare l’opera e di aprire un dialogo con il Ministero delle Infrastrutture, pur con sfumature diverse. Cairo condivide questa impostazione: «l’opera crediamo vada finita una volta aperti i cantieri», ma pone come condizione irrinunciabile la tutela del bilancio comunale: «Dobbiamo evitare che i costi per il nostro Comune possano aumentare, oggi o domani».