Lombardia, 50 milioni alle università per rafforzare ricerca e competitività

lombardia palazzo

Regione Lombardia destina cinquanta milioni di euro per 21 infrastrutture di ricerca del sistema universitario lombardo.

Per la prima volta risorse del Programma Regionale Fesr 2021-2027 sono state destinate esclusivamente agli atenei lombardi, sia pubblici che privati, con un focus specifico sulla creazione o sull’ammodernamento di infrastrutture di ricerca. Tra gli obiettivi principali, quello di rafforzare la collaborazione con le imprese e di promuovere il trasferimento tecnologico.

I progetti presentati riguardano l’infrastruttura dedicata alla sicurezza e alla sostenibilità delle attività spaziali, la simulazione e l’intelligenza artificiale, concepita per studiare e gestire la complessità dei fenomeni naturali, cognitivi e sociali. Ci sono poi i laboratori dedicati allo studio di malattie rare, alle malattie neurodegenerative e allo studio molecolare dell’invecchiamento, ma anche un’infrastruttura di ricerca per lo studio di materiali innovativi per l’edilizia, l’efficientamento energetico e l’impermeabilizzazione degli edifici, ottenuti anche da scarti di produzioni industriali e dal riciclo di rifiuti con processi di produzione a basso impatto ambientale.

Le quattordici università lombarde, statali e non statali, ammesse al finanziamento e che hanno due anni per realizzare i propri progetti infrastrutturali sono: Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università degli Studi di Brescia, Università degli Studi di Milano, Università di Pavia, Università degli Studi di Bergamo, Università dell’Insubria, Humanitas University, Università Telematica E-Campus, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Iulm – Libera Università Lingue e Comunicazione di Milano. Liuc – Università Carlo Cattaneo di Castellanza (VA), Iuss – (Istituto Universitario Studi Superiori) di Pavia.

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