È tornata anche quest’anno nei parchi, nei giardini e sulle piante dei comuni del Nordmilano la popillia japonica, il coleottero giapponese invasivo che da alcuni anni è presente in Lombardia. L’insetto, facilmente riconoscibile per il corpo verde metallizzato con riflessi bronzei, è stato avvistato anche nelle scorse settimane in diverse aree del milanese e della Brianza, complice un inverno mite e l’arrivo anticipato del caldo.
Di fronte alle numerose segnalazioni dei cittadini, Regione Lombardia invita però a evitare allarmismi. «La presenza di popillia japonica in Lombardia è un fenomeno noto e monitorato da anni e non rappresenta alcun pericolo per la salute dell’uomo o degli animali – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi -. Anche per quanto riguarda le piante, nella maggior parte dei casi i danni sono limitati e la vegetazione è in grado di riprendersi nel corso della stessa stagione vegetativa o in quella successiva».
Lo scarabeo giapponese è stato individuato per la prima volta in Lombardia nel 2014 e da allora il suo areale si è progressivamente esteso di circa dieci chilometri all’anno. Oggi è presente in gran parte del territorio regionale; l’unica provincia lombarda ancora non interessata dalla diffusione è quella di Mantova. Regione Lombardia ricorda di essere impegnata dal 2014 nelle attività di monitoraggio e contenimento dell’insetto, attraverso il servizio fitosanitario regionale e in collaborazione con il tavolo tecnico-scientifico nazionale. Tra gli interventi adottati figurano campagne di monitoraggio, sistemi di contenimento come le reti insetticide attract & kill, programmi di biocontrollo e finanziamenti destinati alla tutela delle produzioni agricole.
Secondo la Regione, l’eradicazione della popillia japonica non è tecnicamente possibile. L’obiettivo delle attività è quindi limitarne la diffusione e ridurne l’impatto sulle colture e sull’ambiente. È fortemente sconsigliato utilizzare trappole in orti e giardini privati, poiché il loro elevato potere attrattivo rischia di richiamare un numero ancora maggiore di coleotteri, aumentando i danni alla vegetazione. Regione invita inoltre a evitare l’impiego indiscriminato di prodotti insetticidi sul verde pubblico e privato.
Proprio perché la diffusione dell’insetto è ormai ampiamente conosciuta, non è necessario inviare segnalazioni al servizio fitosanitario regionale, che continua a monitorarne l’evoluzione attraverso strumenti scientifici dedicati. Le indicazioni tecniche per la gestione delle infestazioni sono disponibili sul portale regionale del servizio fitosanitario.


