La situazione ambientale lungo il Naviglio Grande e i corsi d’acqua collegati è in netto miglioramento e al momento sotto controllo. Non si registrano più fuoriuscite attive né nuovi apporti di sostanze inquinanti verso Milano dopo lo sversamento di idrocarburi che nei giorni scorsi ha percorso circa 28 chilometri, arrivando fino alla Darsena.
Tra le conseguenze c’è anche un cigno finito in difficoltà a causa della sostanza inquinante. L’animale è stato recuperato e messo in salvo dagli agenti del nucleo ittico-venatorio della Città metropolitana, con il supporto determinante di alcuni cittadini che hanno contribuito alle operazioni.
Le prime ricostruzioni riportate da Città Metropolitana spiegano che in questi giorni era in corso la sostituzione di una pompa utilizzata per il rilancio dei reflui verso il depuratore: per effettuare i lavori le pompe sono state temporaneamente fermate. Proprio durante lo stacco si sarebbe verificato il passaggio anomalo di una sostanza che, invece di limitarsi al breve periodo previsto per l’intervento, ha dato origine allo sversamento di idrocarburi.
La corrente del Naviglio ha quindi trascinato rapidamente la sostanza a valle, da Robecco sul Naviglio verso Milano, interessando anche le diverse derivazioni del sistema. Il consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi ha provveduto progressivamente alla chiusura delle derivazioni per cercare di contenere la diffusione.Nel frattempo sono state posizionate 7 barriere assorbenti lungo il Naviglio tra Magenta e Milano e sono proseguite le operazioni di contenimento e recupero, con il coinvolgimento dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, del Comune di Milano e della Città metropolitana.
Il punto più delicato resta ora la Roggia Soncina, a Robecco sul Naviglio, dove si è accumulato materiale proveniente dalla prima fase dello sversamento. La roggia è stata chiusa, ma presenta ancora alcuni trafilamenti e acqua stagnante, responsabili anche di cattivi odori. Per questo è stato anticipato l’intervento di bonifica, già iniziato e destinato a proseguire per diversi giorni.
L’intervento prevede soprattutto l’impiego di pannelli e cuscini assorbenti e la pulizia delle rive, considerate modalità più efficaci e sostenibili rispetto alla sola aspirazione. Il ripristino del deflusso idrico dovrà inoltre avvenire gradualmente.L’emergenza all’origine dello sversamento può considerarsi superata, la bonifica delle aree interessate è ancora in corso. L’idrocarburo rimasto lungo il percorso deve essere rimosso e le conseguenze sull’ambiente continuano a essere monitorate.


