Un consorzio nazionale che si occupa di rifiuti di imballaggio in plastica è stato posto sotto amministrazione giudiziaria per un anno. Si tratta di un consorzio che riunisce circa 2500 aziende e che è accusato di reati ambientali.
L’attività in questione è convenzionata con 7534 comuni, circa il 95% di quelli italiani. Lo scorso anno ha dichiarato un fatturato di 945 milioni di euro. La misura nasce dalle indagini condotte fra il 2023 e il 2025 che hanno portato alla luce una serie di gravi illeciti nella gestione dei rifiuti di plastica. Secondo quanto emerso dalle indagini i responsabili del consorzio non avrebbero effettuato dei controlli adeguati per prevenire il rischio di una gestione illecita dei rifiuti.
Proprio per questo motivo, il tribunale ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno nominando un’amministratore. L’obiettivo è intervenire sulle criticità organizzative e rafforzare i sistemi di controllo. Si tratta della prima applicazione dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del codice antimafia dopo le modifiche introdotte dal decreto Terra dei fuochi.


