Le modalità di gestione delle maxiemergenze e degli scenari di crisi sono state al centro di un convegno organizzato all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo da Asst Nord Milano, Areu ed Esercito Italiano. L’incontro ha riunito professionisti della sanità civile e militare per confrontarsi sull’organizzazione dei soccorsi in caso di eventi catastrofici, crisi ambientali e situazioni caratterizzate da un elevato numero di persone coinvolte.
Tra i temi affrontati la gestione della fase pre-ospedaliera, il triage, l’organizzazione delle catene di comando e l’integrazione tra i diversi livelli del sistema di emergenza. «Spesso, come professionisti ospedalieri, tendiamo a vedere il paziente solo dal suo ingresso in struttura – ha dichiarato Angelo Pezzi, direttore del dipartimento emergenza urgenza di Asst Nord Milano -. Tuttavia, gran parte della prognosi e del successo terapeutico si gioca nella fase pre-ospedaliera. Un inquadramento tempestivo sul campo e un triage efficace permettono di azzerare la mortalità evitabile e indirizzare subito la persona verso la struttura più idonea».
Il confronto ha messo in evidenza le differenze e le possibili integrazioni tra sanità civile e militare. La prima dispone di una rete territoriale e ospedaliera articolata e di strutture specialistiche, mentre la seconda ha sviluppato procedure per operare in contesti caratterizzati da risorse limitate e condizioni di elevata pressione.
Una parte del convegno è stata dedicata al triage. Sono stati messi a confronto i sistemi utilizzati nei Pronto soccorso civili e i protocolli impiegati nelle maxiemergenze e negli scenari tattici, tra cui start, sieve, sort e march. L’obiettivo, in questi contesti, è individuare rapidamente le condizioni che possono determinare una morte evitabile e stabilire le priorità di intervento.
È stata inoltre analizzata la gestione del passaggio dal soccorso sul territorio all’assistenza ospedaliera, con particolare attenzione ai Piani di emergenza intraospedaliera per massiccio afflusso di feriti (Peimaf). L’attivazione di questi strumenti consente di organizzare l’accoglienza di un numero elevato di pazienti e di distribuire i flussi tra le strutture, evitando di concentrare tutti i feriti sui presidi più vicini all’evento.
Nel corso dell’incontro sono stati richiamati anche alcuni eventi recenti, tra cui il deragliamento ferroviario di Pioltello del 2018 e l’esperienza maturata nel conflitto russo-ucraino, come esempi utili per analizzare la gestione delle emergenze e delle evacuazioni sanitarie. Spazio infine alle tecnologie utilizzate negli scenari di crisi: sono stati discussi l’impiego di ecografi portatili e strumenti digitali, le possibili limitazioni legate alle interferenze nelle comunicazioni e l’utilizzo di droni per il monitoraggio delle aree interessate e per il trasporto di materiali sanitari, tra cui sangue e plasma. Tra gli ulteriori temi affrontati anche la gestione dei politraumi complessi e delle infezioni da batteri multiresistenti nei lunghi percorsi di evacuazione. Al termine del convegno è stata indicata la volontà di proseguire il confronto tra sanità civile e Forze Armate attraverso una collaborazione continuativa sui temi della preparazione e della gestione delle maxiemergenze.


