Anche i Comuni di Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Cormano figurano tra i firmatari dell’appello sottoscritto da sindache e sindaci dell’area metropolitana milanese sul tema dei data center. Nel documento gli amministratori chiedono una revisione della legge regionale lombarda (n. 11 del 2026) e maggiori strumenti per consentire ai territori di incidere sulle decisioni relative a questi insediamenti.
I firmatari riconoscono il valore strategico dei data center, ma sottolineano la necessità di valutarne gli effetti sul consumo di suolo, sulla disponibilità di energia e acqua, sulla gestione del calore prodotto e sulla qualità della vita delle comunità. Secondo gli amministratori, nell’area metropolitana milanese, uno dei principali poli europei del settore, manca una pianificazione condivisa che coinvolga Comuni, Città metropolitana e cittadini prima dell’approvazione dei nuovi impianti.
Al centro dell’appello c’è il ruolo degli enti locali nelle procedure autorizzative: la normativa nazionale non lascia alle amministrazioni comunali un potere autonomo e generalizzato per bloccare gli insediamenti, pur dovendo rispondere alle preoccupazioni dei residenti. Tra le richieste avanzate figurano criteri più chiari per la localizzazione, la valutazione degli impatti cumulativi, la tutela delle risorse energetiche e idriche e compensazioni trasparenti. I firmatari chiedono inoltre di attribuire un ruolo effettivo nella pianificazione anche a Città metropolitana e Province, per coordinare le scelte che producono effetti oltre i confini dei singoli Comuni.
L’appello esprime solidarietà agli amministratori oggetto di attacchi personali nel dibattito sui data center e invita a superare la contrapposizione tra favorevoli e contrari. «Non chiediamo di fermare il futuro, né diciamo no a priori ai data center», si legge nel documento, che sollecita Regione Lombardia a rivedere la normativa e a farsi portavoce presso il Governo della necessità di strumenti nazionali di pianificazione più adeguati.


