Quella del 2023, dopo 4 anni, sarà la prima Pasqua che verrà celebrata senza grandi restrizioni in vigore.
Comincia con il giovedì santo il Triduo Pasquale, ovvero i giorni liturgici in cui i cattolici celebrano la morte e la resurrezione di Cristo. A differenza degli scorsi anni, la Diocesi di Milano ha indicato attrvaerso una nota un pressoché totale ritorno alla normalità delle celebrazioni.
Il giovedì santo per la lavanda dei piedi nel rito Ambrosiano potrà essere celebrata in qualsiasi momento della giornata, anche prima o dopo la celebrazione, ma non durante la Messa. «Prima e dopo il rito colui che lopresiede igienizzerà accuratamente le mani con idoneo gel», spiegano dalla Diocesi di Milano. In rito Romano, una volta terminata l’omelia della Messa, si procederà alla lavanda dei piedi: anche in questo caso prima e dopo la stessa colui che presiede igienizzerà accuratamente le mani con idoneo gel.
Per quanto riguarda invece il venerdì santo, la celebrazione della Passione verrà svolta in tutte le sue parti. Il ritorno alla normalità prevede che in nessu caso verrà vietato ai fedeli di adorare la croce mediante il bacio. «I fedeli – continuano dalla Diocesi – potranno scegliere se adorare la croce mediante un atto che non preveda il contatto, come ad esempio un inchino profondo, oppure, a loro scelta, con il tradizionale gesto del bacio».
La veglia pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito e, soprattutto, saranno nuovamente riempite le acquasantiere. «Rimangono in vigore tutte le altre disposizioni contenute nel Protocollo adottato con Decreto del Vicario Generale Prot. n. 01614 del 16 giugno 2022 e le successive precisazioniformulate da questo Ufficio: Nessuna porzione del territorio diocesano è al momento caratterizzata da un particolare rischio epidemiologico. È pertanto necessario che tutti i parroci siattengano alle norme previste. Il Protocollo deve quindi ritenersi non derogabile», concludono dalla Diocesi di Milano.
Il protocollo prevede che non è vietato e non è possibile vietare l’ingresso in un luogo sacro a chi non abbia la mascherina. Non sono inoltre esclusi e non è possibile escludere dalla Comunione Eucaristica i fedeli che non abbiano la mascherina o che vogliano ricevere la Comunione sulla lingua. I fedeli possono continuare a scambiarsi il gesto di pace senza alcun contatto fisico, tuttavia chi lo desidera può tornare a esprimere il segno di pace con la consueta stretta di mano.
