Bresso, al Parco Nord scoperta una nuova specie di ragno

Un piccolo ragno mai segnalato prima in Lombardia è stato individuato al Parco Nord Milano nell’ambito di uno studio sulla biodiversità delle aree alberate.

Si tratta di una femmina adulta di Paidiscura pallens, rinvenuta durante i monitoraggi di quest’anno legati al progetto di ricerca Habitat trees: home for biodiversity. Il progetto, avviato nel 2023 dal gruppo di lavoro BioTreeversity dell’Università di Milano-Bicocca, studia in alcune aree alberate del Parco come il passaggio da una gestione tradizionale del verde a una più orientata alla conservazione (con attenzione ad alberi-habitat, legno morto e dendromicrohabitat) possa favorire le specie ecologicamente più esigenti e aumentare la biodiversità delle aree verdi urbane.

La scoperta del ragno è arrivata a due anni dal cambio di gestione delle aree monitorate. Paidiscura pallens misura non più di 2 millimetri, ha una colorazione verde pallido e vive nella vegetazione di ambienti forestali come pinete e querceti, caratteristiche che la rendono particolarmente difficile da individuare. Depone i propri ovisacchi sotto le foglie, sorvegliandoli: la forma con apici appuntiti ricorda uno Sputnik, da cui deriva il nome comune inglese della specie, Sputnik spider.

In Italia la specie era stata finora segnalata solo in alcune regioni del Centro-Sud, oltre che in Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Trentino, secondo i dati di araneae.it. Il ritrovamento di Parco Nord Milano rappresenta quindi la prima segnalazione per la Lombardia e, più in generale, per il comprensorio della Pianura Padana centrale. L’identificazione è stata effettuata da Emanuele Crepet, aracnologo del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano, che collabora al progetto con l’ateneo di Milano-Bicocca.

Secondo quanto riportato dal Parco, il ritrovamento indica come il monitoraggio della fauna invertebrata e la conservazione della complessità delle aree verdi possano favorire la presenza di specie più esigenti: lasciare spazio al legno morto, ridurre gli sfalci dove possibile e censire gli alberi-habitat sono tra le pratiche che, secondo i ricercatori, contribuiscono a creare le condizioni adatte alla loro sopravvivenza.