Sesto, il Covid mette in difficoltà anche la scuola d’Italiano per stranieri della Caritas

Con il lockdown dovuto alla pandemia, tutte le istituzioni scolastiche del Paese sono state messe in ginocchio. Non ultima, la scuola d’Italiano per stranieri tenuta dai volontari della Caritas Salesiani.

Nelle aule di via Giacomo Matteotti 415, a Sesto San Giovanni, ogni anno circa 300 persone, soprattutto mamme straniere trovavano un luogo sicuro nel quale imparare a leggere, scrivere e parlare l’Italiano. Non solo: durante le ore di lezione, volontari Caritas si offrivano di tenere i bambini in aule separate, in modo che le mamme potessero seguire tranquillamente la lezione.

Quest’anno, la scuola d’italiano ha chiuso i battenti a marzo 2020, in anticipo sulla regolare tempistica dei corsi. A settembre, le iscrizioni vengono raccolte a numero limitato per il nuovo anno scolastico. Sono accettati 120 alunni distribuiti tra mattina e pomeriggio, a differenza dei circa 300 dell’anno precedente. Vengono create liste di attesa per favorire altre richieste. Sono adeguate e igienizzate le aule nel rispetto delle nuove disposizioni governative. Tutto è pronto per l’inizio delle lezioni. «La situazione sanitaria però è sempre più a rischio e allora, timore e senso di responsabilità per la tutela della salute di tutti, ci inducono al rinvio di una decina di giorni, l’apertura dei corsi destinati alle mamme, riparte il corso serale soltanto per una settimana – scrivono i volontari dell’associazione in un report pubblicato nel numero di dicembre del giornalino Caritas -. Poi il virus ci ferma: grande amarezza personale e di tutti i colleghi».

Per continuare le attività, i volontari decidono di postare sul sito www.volcaritassal.it, materiale didattico consultabile da tutti, con l’intento di implementarlo appena disponibile. Attualmente sono presenti: un libro di testo video e canzoni. Si propongono lezioni a distanza (online), previo accordo con l’insegnante disponibile.

Una situazione che, a causa anche del divario tecnologico vissuto da molte famiglie, si è resa portatrice di un grande vuoto formativo di centinaia di cittadine di Sesto e dintorni: soprattutto donne e mamme.