Milano ha inaugurato il nuovo impianto meccanizzato della Cittadella degli Archivi di via Gregorovius 7, nel quartiere Niguarda, portando la capacità complessiva del polo archivistico comunale a 200 chilometri lineari di documenti. Con questo ampliamento la Cittadella diventa il più grande archivio cittadino d’Europa, secondo solo all’archivio nazionale di Parigi.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco Giuseppe Sala, gli assessori Gaia Romani e Tommaso Sacchi, il direttore di Cittadella Francesco Martelli e il presidente di MM Elio Franzini.
La tecnologia: Ansperto il nuovo robot archivista
Protagonista del nuovo impianto è Ansperto, robot archivista di ultima generazione che affianca il già operativo Eustorgio. Il nome è un omaggio al vescovo milanese del IX secolo che chiamò a Milano i monaci irlandesi per ampliare lo Scriptorium Ambrosianum, uno dei grandi centri medievali di copiatura e trasmissione dei testi antichi. Dal punto di vista tecnologico, il nuovo impianto garantisce condizioni ottimali di conservazione attraverso sistemi avanzati di climatizzazione controllata e ambienti deossigenati con azoto, che eliminano il rischio di incendi e formazione di muffe.
Sono state realizzate vasche di raccolta dell’acqua resistenti a eventi estremi come alluvioni, mentre la movimentazione automatizzata dei faldoni avviene ad alta velocità con elevati standard di precisione. Il sito è dotato anche di nuovi scanner ad alta tecnologia per la digitalizzazione dei documenti e di sistemi di tracciatura basati su nfc e rfid.
Una nuova fase: spazi aperti al territorio metropolitano
L’ampliamento consente al Comune di Milano di considerare sostanzialmente risolta la gestione dei propri archivi cartacei, aprendo una nuova fase orientata alla messa a disposizione di spazi e competenze per l’intero territorio metropolitano. Sono già numerose le richieste da parte di istituzioni culturali, fondazioni ed enti che cercano spazi adeguati per conservare patrimoni documentali di valore storico e sociale.
Il sindaco Sala ha sottolineato come «gli archivi, la loro conservazione e gestione, siano fondamentali per permettere alla memoria documentale di continuare a essere materia viva, fondamento di cultura, riferimento di studio e civiltà per la società contemporanea». In occasione dell’inaugurazione, Campari ha aperto al pubblico fino al 16 maggio ‘The red view – Beyond the surface‘, progetto culturale che include una mostra a cura di Galleria Campari, podcast live e un murales di Gio Pastori, dedicato alla memoria collettiva di Milano.


