Milano, donna in gravidanza salvata al Niguarda con un intervento rarissimo

Una donna alla 22esima settimana di gravidanza è stata salvata insieme al bambino che portava in grembo grazie a un intervento ad altissima complessità eseguito all’Ospedale Niguarda di Milano. La paziente era arrivata al pronto soccorso per un malessere diffuso. Gli specialisti di Ostetricia e Ginecologia hanno capito subito che la situazione poteva essere grave e hanno attivato un’équipe multidisciplinare.

La diagnosi è arrivata in tempi rapidi: dissecazione acuta dell’aorta, una lacerazione dell’arteria principale del corpo. In condizioni ordinarie, un quadro simile richiede un intervento chirurgico d’urgenza. In questo caso, però, la paziente era incinta di 22 settimane e i medici dovevano proteggere due vite: quella della madre e quella del feto. I neonatologi hanno escluso il cesareo d’urgenza, perché a 22 settimane le possibilità di sopravvivenza del bambino sarebbero state troppo basse. La scelta è stata quindi quella di operare la madre mantenendo il feto in utero, una procedura tentata solo poche volte al mondo in condizioni simili.

«A sole 22 settimane di gestazione un cesareo in urgenza non sarebbe stato utile: le probabilità di sopravvivenza erano troppo basse», dichiara Alice Proto, responsabile della struttura Neonato e Lattante Critico, che è parte della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale diretta da Stefano Martinelli. «Si è quindi deciso di procedere con l’intervento mantenendo il feto in utero, con la certezza che la rapidità e la precisione dei colleghi cardiochirurghi sarebbe stata così elevata da permettere di far proseguire serenamente la gravidanza».

«La priorità – spiega Claudio Russo, direttore della Cardiochirurgia e del trapianto del cuore – è stata quella di salvaguardare entrambe le vite, bilanciando la complessità chirurgica con la sicurezza materna e la tutela del feto. Un percorso clinico delicato, condotto con competenza, tempestività e grande attenzione umana». L’intervento, durato sette ore, è stato seguito da un ricovero con monitoraggio costante della gravidanza. Poi, raggiunta la 34esima settimana di gestazione, è stato effettuato il taglio cesareo. E a tre mesi esatti i dati clinici confermano che sia la madre sia il bambino stanno bene.

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