Fino al 29 ottobre il Civico Planetario di Milano Ulrico Hoepli ospita all’ingresso Cosmogonia (2025), scultura in bronzo e piombo di Michelangelo Galliani, a cura di Vera Agosti.
L’opera, alta 50 centimetri, raffigura un frammento di volto umano accanto a un ramo, adagiati su una base orizzontale, e nasce come satellite di Astrale, la personale dell’artista che si è tenuta tra la Specola di Verbania Pallanza e l’Archivio di Stato della città dal 27 giugno al 30 agosto scorsi. Il frammento del volto richiama la tecnica del ‘non finito’, che Galliani riconduce a Donatello, Auguste Rodin e Medardo Rosso, oltre che a Michelangelo Buonarroti.
«In Galliani il ‘non finito’ si accompagna sempre mirabilmente al ‘finito’ – spiega la curatrice Vera Agosti – e, naturalmente, richiama alla memoria Michelangelo Buonarroti, celeberrimo per questa tecnica scultorea». Il ramo, invece, simboleggia secondo il comunicato il legame indissolubile tra uomo e natura.Per la lavorazione del bronzo e del piombo, Galliani si è ispirato ad alcune fotografie dello spazio scattate dal telescopio Hubble: il colore scuro del piombo richiama lo sfondo dell’universo, mentre le sue ossidazioni bianche evocano le stelle.
«L’opera si presenta come una presenza sospesa, non completamente definita, che si attiva nello sguardo di chi osserva – spiega l’artista -. Il dialogo tra scultura e Planetario si fonda su un principio condiviso: la costruzione del visibile a partire dall’oscurità».
Nato nel 1975 a Montecchio Emilia, Galliani si è formato tra l’Istituto d’Arte Paolo Toschi di Parma, l’Istituto per l’Arte e il Restauro di Palazzo Spinelli a Firenze e l’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove si è diplomato in Scultura. Oggi insegna Tecniche del Marmo e delle Pietre dure all’Accademia di Belle Arti di Urbino ed espone in Italia e all’estero: nel 2022 ha partecipato alla Biennale di Venezia.


